Cronologia del Santuario della Madonna del Rio Data / periodo Didascalia 22 maggio 1712 Grande concorso di popolo al pilastro della Madonna. Nella Domenica della Santissima Trinità si radunò presso l’umile pilastro una folla straordinaria di fedeli, con un entusiasmo religioso mai visto prima. 1713 Visita del Cardinale Gozzadini. Il cardinale Ulisse Giuseppe Gozzadini, vescovo d’Imola, durante la visita alla diocesi si recò alla Pieve di Gesso e volle visitare il luogo della devozione. Venerò la sacra immagine, riconobbe la legittimità del culto e ordinò una questua per costruire un tempio. 1713 La grande raccolta per il Santuario. In pochi mesi furono raccolti circa 3.000 scudi, somma enorme per l’epoca. Subito si diede inizio alla costruzione della chiesa. 2 settembre 1714 Benedizione della nuova chiesa. La nuova chiesa fu benedetta da Andrea Bargelloni, pievano di Gesso, su autorizzazione di Ludovico Cattani, vicario del cardinale Gozzadini. settembre 1714 Completamento della fabbrica. Nel settembre del 1714 i lavori di costruzione del Santuario risultavano conclusi. 26 ottobre 1722 Permesso per un piccolo albergo e una tettoia. A causa del grande afflusso di pellegrini, fu chiesto al marchese Francesco Maria Spada, signore di Fontanelice e Tossignano, il permesso di costruire un piccolo albergo con tettoia presso il Santuario. Il permesso fu concesso con l’obbligo di pagare ogni anno quattro capponi al maggiordomo del marchese. maggio 1727 Costruzione dell’altare laterale sinistro. L’altare di sinistra fu realizzato a spese di Giuseppe Zavagli di Gesso e benedetto dal pievano Andrea Bargelloni. 26 aprile 1736 Conferma del permesso concesso dagli Spada. Il marchese Giuseppe Spada, figlio di Francesco Maria, confermò il permesso per l’albergo e la tettoia presso il Santuario. 1736-1772 Amministrazione di don Giacomo Bargelloni. Il primo amministratore del Santuario di cui si conserva memoria fu don Giacomo Bargelloni, pievano della Pieve di Gesso, ricordato come grande benefattore dell’Oratorio. 1736-1741 Entrate del Santuario. In questo periodo il Santuario incassò la notevole somma di 311 scudi, segno della vitalità del culto e della partecipazione popolare. 15 settembre 1737 Prima processione con l’immagine della Madonna. Per iniziativa di don Giacomo Bargelloni si svolse per la prima volta la processione con l’immagine della Madonna, nella festa del Nome di Maria. periodo di don Giacomo Bargelloni Decorazione del coro. Per cura di don Giacomo Bargelloni fu realizzato l’ornato del coro, opera di Giambattista Verda e di altri due celebri stuccatori. Il lavoro costò 101 scudi. giugno 1740 Costruzione dell’altare laterale destro. L’altare di destra fu realizzato a spese di Battista Santi, della parrocchia di Montemaggiore, e benedetto dall’arciprete di Croara Giuseppe Saraselli. 1772 Successione nell’amministrazione. A don Giacomo Bargelloni succedette il pievano Domenico Acerbi. 1788 Passaggio a Giuliano Marocchi. Domenico Acerbi cedette l’amministrazione del Santuario a Giuliano Marocchi, pievano di Gesso. 1788-1820 Amministrazione di Giuliano Marocchi. Giuliano Marocchi amministrò il Santuario con grande diligenza fino al 1820, curando interventi e migliorie. 14 settembre 1794 Grande festa e missioni religiose. Si svolse una festa solenne con grande apparato, cantori, musici e la partecipazione di 18 sacerdoti. Monsignor Calderini trasportò processionalmente l’immagine della Madonna alla Pieve, come protettrice delle missioni religiose tenute dai padri cappuccini. giugno 1798 Costruzione del muro di protezione. Per proteggere il Santuario dalle frane del monte vicino, Giuliano Marocchi fece costruire un muro a ponente e a settentrione della chiesa, lungo più di trenta piedi. 1800 Nuovo organo del Santuario. Giuliano Marocchi fece realizzare a proprie spese un nuovo organo, in sostituzione del precedente ormai in pessime condizioni. L’opera fu eseguita da Pietro Cavalletti di Parma. 1803 Nuovo frontale per la Madonna. Per cura di Giuliano Marocchi fu realizzato un frontale per la Madonna, con una spesa di 4 scudi. 1820 Fine dell’amministrazione Marocchi. Si concluse l’amministrazione di Giuliano Marocchi, durata oltre trent’anni. luglio 1851 Inizio della processione mensile del Sacramento. Per iniziativa del parroco Ceroni cominciò la devozione della processione del Sacramento ogni prima domenica del mese, uso poi cessato. 14 settembre 1851 Festa del Nome di Maria. Si celebrò la festa titolare della chiesa. La sacra immagine della Madonna fu portata in processione, cosa che avveniva solo ogni venticinque anni. Il concorso di popolo fu straordinario: circa 800 persone si accostarono ai sacramenti e furono celebrate 12 messe. notte tra 23 e 24 oppure tra 24 e 25 maggio 1854 Furto nel Santuario. Alcuni ladri entrarono dalla finestra della sacrestia, dopo aver rotto la ferriata. Rubarono candele, candelotti e circa 30 scudi dalla cassetta delle elemosine. Uscirono poi dalla porta maggiore, lasciandola socchiusa. 10 settembre 1854 Solenne festa del Nome di Maria. La festività fu celebrata con grande pompa. Il tempio fu sontuosamente apparato e la celebrazione fu accompagnata dalla banda filarmonica di Casola Valsenio, con grande afflusso di popolo. settembre 1855 Festa di ringraziamento dopo il colera. Si celebrò una festa più solenne del solito in ringraziamento alla Vergine, cui fu attribuita la protezione della popolazione durante l’epidemia di colera. Nella Pieve di Gesso morirono poche persone, mentre nella vicina Fontanelice si contarono 79 morti in 51 giorni. Circa 700 persone si comunicarono. 1855 Nuovo frontale e corona di fiori. In occasione della festa di ringraziamento, a spese di Davide Barbieri di Monceleto e Benedetto Luzzi di Ca’ del Becco, fu rifatto il frontale e fu realizzata una corona di fiori in seta per la sacra immagine. prima domenica di giugno 1856 Festa del Cuore di Maria e ringraziamento per la salvezza dal colera. L’anno successivo, per cura del Ceroni, si celebrò una solenne festa di ringraziamento alla Vergine. La celebrazione fu preceduta da fuochi d’artificio, razzi, bombe e spari di mortari. La Madonna fu portata in processione tra grande commozione popolare; circa 800 persone si accostarono ai sacramenti. 1856 Istituzione della festa del Cuore di Maria. La festa del Cuore di Maria, celebrata la prima domenica di giugno, fu istituita dal Ceroni stesso. 1884 Restauro del tempio e nuove pitture. Per cura del pievano don Raffaele Santi e dei benefattori don Luigi Longhi e fratelli Barbieri, il Santuario fu restaurato. Il coro e l’ancona furono dipinti dal professor cavaliere Carlo Novelli di Ravenna, direttore degli antichi mosaici di Ravenna. 13 settembre 1885 Solenne incoronazione dell’immagine di Maria. La sacra immagine fu solennemente incoronata da monsignor Giambattista Costa, protonotario apostolico e canonico teologo della Cattedrale d’Imola, delegato dal vescovo diocesano monsignor Luigi Tesorieri. Per un mese predicarono i missionari padre Baldassarre Santi e don Giuseppe Mamini, con grande afflusso di pellegrini dai monti vicini e lontani. fine Ottocento Opera di don Luigi Longhi. A don Luigi Longhi si devono importanti iniziative per il Santuario: la solenne incoronazione dell’immagine, le nuove campane, numerosi oggetti di culto e la Pia Unione della Madonna del Rio. 1891 Fusione delle nuove campane. Le nuove campane furono realizzate da Clemente Brighenti di Bologna, grazie alle offerte raccolte con grande impegno da don Luigi Longhi in tutta la diocesi e anche presso benefattori lontani. settembre 1891 Trasporto delle campane al Santuario. Le campane furono portate al Santuario durante la festa di settembre, celebrata quell’anno con particolare solennità per il centenario di San Luigi Gonzaga. 1891 Le tre campane del Santuario. La prima campana pesava 362 libbre, la seconda 160 libbre, la terza 140 libbre. La spesa complessiva fu di 1.050 lire.