La Storia
Madonna del Rio
In una zona impervia dell'Appennino imolese, nel territorio della pieve di Gesso, la tradizione colloca l'inizio di questa storia nell'anno 1638.
Giovanni Masi, contadino del fondo Canova, trovò presso un piccolo corso d'acqua un'immagine in terracotta della Madonna con Gesù Bambino. La raccolse e la pose su un albero, trasformando quel punto appartato in un luogo di devozione.
La venerazione si diffuse rapidamente nelle campagne vicine. A rendere più forte il racconto era anche un particolare ritenuto inspiegabile: sull'immagine compariva la data completa del suo ritrovamento.
Nel 1662 venne innalzato un pilastro in sasso per custodire l'immagine. Poi, nel 1714, per volontà del cardinale vescovo Ulisse Gozzadini, sul luogo del ritrovamento fu costruito il santuario, progettato da Domenico Trifogli.
Per generazioni la Madonna del Rio rimase un riferimento vivo per la popolazione. Il cammino verso il santuario, il rio e la pieve di Gesso componevano una geografia di fede, memoria e appartenenza.
Dalla metà del Novecento, con lo spostamento delle strade su percorsi più comodi per i mezzi motorizzati, l'area perse frequentazione. Il luogo si spopolò e la chiesa venne progressivamente abbandonata.
Nel 1972 l'immagine votiva ritrovata nel 1638 fu trasferita nella chiesa parrocchiale di Gesso. Due anni dopo venne messa in sicurezza; oggi al suo posto resta una copia moderna.
I resti del santuario sono ancora lì, al confine fra territori e memorie: mura ferite, tracce di decori, pietra, silenzio. Una storia che chiede di essere riportata alla luce.
Testo narrativo ispirato alla sezione Storia della voce Wikipedia dedicata al Santuario della Madonna del Rio.